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Salve a tutti io sono Tonino GianLuca. Ho 31 anni, sono un web designer esperto di marketing e Seo. Seguendo le mie passioni (Sicilia e Turismo), cerco di rendermi utile anche con i miei blog.
Situato a circa 7 km dalla città di Siracusa, il Castello, con una superficie di circa 15.000 mq, è la più grande opera militare rimasta del periodo greco.
Edificato tra il 402 ed il 397 a.C. per volere di Dionisio il Vecchio e munito di larghi fossati, torri d'avvistamento, un ponte levatoio e trincee sotteranee, e con oltre 27 km di mura, contribuì a rendere la città inespugnabile.
All'interno del castello,le numerose gallerie davano la possibilità alle truppe di spostarsi da un punto all'altro della fortezza senza essere visti, al fine di accerchiare facilmente il nemico.
Il Teatro Greco di Siracusa, la cui forma attuale risale al III secolo a.C. è una delle più imponenti testimonianze dell'antichità; scavato quasi interamente nella roccia, è probabilmente il più grande teatro monolitico del mondo; basti pensare che poteva ottenere oltre 15.000 spettatori.
Oltre che per le rappresentazioni, così com’era costume per gli antichi greci, il teatro veniva usato per le assemblee popolari.
Le parti principali del Teatro sono la cavea, l'orchestra e la scena ma si conservano in buono stato solo l'orchestra e la parte della cavea scavata nella roccia.
Di questo grandioso monumento che si trova a Siracusa, risalente al III secolo a.C., resta solo la base, perchè intagliata nella roccia, mentre la parte superiore, edificata con blocchi di pietra fu distrutta dagli spagnoli.
Fu eretto da Ierone II nel III secolo a.C. per i sacrifici pubblici durante le festività probabilmente in onore di Zeus Eleuthèrios (il liberatore), con i suoi 198 metri di lunghezza e 22 metri di larghezza è uno dei più grandi altari conosciuti del mondo greco.
A chiamarlo così fu Caravaggio, nel 1608, che a Siracusa trovò rifugio scappando da Malta.
La forma della grotta artificiale, infatti gli ricordò quella di un' orecchio. Da qui prese le mosse la leggenda che il tiranno vi rinchiudesse i prigionieri per ascoltare quanto dicessero, anche a bassa voce.
L'orecchio si trova all'interno delle suggestive Latomie del Paradiso, una delle tante cave di pietra che costellano il territorio siracusano. Attaccato ad esso c'è il famoso teatro greco, in grado di rivaleggiare con quelli di Atene ed Epidauro.
Il Duomo di Siracusa, chiesa madre della città, sorge sulla parte più elevata dell'isola di Ortigia, su quello che era un tempio dedicato ad Athena. Si trova al centro della piazza con le tracce dei vari popoli che si sono succeduti nel tempo, rappresenta la sintesi della storia di Siracusa.
Lateralmente sono visibili le colonne doriche dell'antico tempio di Atena, risalente al V secolo a.C., lo spazio tra le colonne è chiuso dalle mura innalzate nel VII secolo, quando il tempio fu inglobato in un edificio cristiano; ulteriori modifiche furono apportate dai normanni nel XI secolo; il soffitto e il pavimento sono di origine spagnola e infine la splendida facciata barocca risale alla ricostruzione post-terremoto.
Da segnalare, all'interno, la Cappella di Santa Lucia, contenente tra le altre cose, un simulacro argenteo della Santa.
Museo Archeologico Nazionale di Siracusa, inaugurato nel 1988, a cui area espositiva raggiunge i 9000 mq, sorge all'interno del parco della Villa Landolina e rappresenta uno dei punti di riferimento fondamentali per la conoscenza del periodo preistorico della Sicilia fino ai tempi delle colonie di Siracusa.
E' articolato in tre sezioni: il settore A è dedicato alla preistoria; il settore B è dedicato alle colonie greche della Sicilia; il settore C espone reperti provenienti da Eloro, Akrai, Kasmenai, Kamarina, Gela e Agrigento.
Menzioniamo solo qualche capolavoro, giacché è impossibile elencare tutti i tesori custoditi nel museo. Tra le opere di età arcaica ed ellenica ricordiamo: i busti di Demetra e Kore ( V-IV secolo a.C.), il Corredo Funerario di Guerriero (IV secolo a.C.); l’Efebo nudo (V secolo a.C.); il busto di Nike Alata; il fregio in terracotta dipinta con Gorgone; la monumentale Gorgonie; il Kouros arcaico (VI secolo a.C.); la Venere Anadiomene (II secolo a.C.); la statuetta di Eracle ( IV secolo a.C.) Tra gli altri oggetti provenienti da tombe rupestri risalenti alla fase dell'Età del bronzo siciliana, detta "Cultura di Castelluccio" (XIX-XV secolo a.C.) segnaliamo i portelli in calcare.
Il Palazzo Bellomo di Siracusa è frutto di due epoche costruttive diverse: il pianoterra risale al XIII secolo, mentre il piano superiore al XV.
Il Palazzo ospita la Galleria Regionale di Arte Mediovale e Moderna. Il Museo, strutturato su due livelli, contiene reperti che vanno dal periodo bizantino a quello spagnolo, quadri e reperti provenienti dai territori vicini.
Particolare attenzione meritano L'Annunciazione di Antonelloda Messina e il seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio.
Siracusa è situata su un'area pianeggiante che si protende sull'unico porto naturale della costa orientale. La città, capoluogo di provincia, sorge a 17 metri sul livello del mare e conta una popolazione di circa 125.000 abitanti.
È la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina. Già definita da Cicerone "la più grande e bella di tutte le città greche", dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa.
Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Le prime tracce di insediamenti umani nell'area risalgono addirittura al XIV secolo, ma le prime notizie che si hanno su Siracusa risalgono al 734 a.C., quando i Corinzi fondarono la città stabilendo in Ortigia il primo nucleo abitato.
In seguito, cacciati dagli indigeni, i proprietari terrieri discendenti dai Corinzi chiesero aiuto al tiranno Gelone che nel 485 a.C. si impadronì della città e nel 480 a.C. sconfisse i Cartaginesi. Nel 427 a.C. scoppiò la prima guerra contro Atene, che si concluse con la vittoria Siracusana; ma il conflitto più sanguinoso tra le due parti arrivò nel 415 a.C. e si concluse, con una umiliante sconfitta per gli ateniesi.
Siracusa raggiunse la massima estensione territoriale e conobbe un periodo di tranquillità sotto il regno di Dionisio grazie alla pace stipulata con Cartagine, mentre, con la conquista dei Romani del 212 a.C., la città perdette importanza e potenza. Seguirono varie dominazioni: dal 663 al 668 l'imperatore bizantino Costante II dichiarò Siracusa capitale dell'Impero d'Oriente, mentre, nel 1085 la città passò ai normanni.
Nel XIII secolo Federico II di Svevia cercò di risollevarne le sorti impegnandosi tra l'altro nella costruzione del Castello Maniace in Ortigia e nell'edilizia militare in genere; l'imperatore Calrlo V rafforzò ed ingrandì le fortificazioni fino a fare della città una piazzaforte militare.
Il tragico terremoto del 1693 non risparmiò neanche Siracusa, e nel secolo successivo le parti decadute furono ricostruite in stile barocco.
Città di mare, la morfologia della Siracusa odierna può essere sintetizzata in tre aree: l'isola di Ortigia, insediamento più antico della città collegata alla terraferma da tre ponti: l'Acradina, zona pianeggiante alle spalle di Ortigia: la parte nuova che si sviluppa intorno al parco archeologico della Neapolis.
Da non mancare le scogliere, le spiagge e il mare cristallino delle frazioni dell'Arenella e Fontane Bianche.
Eventi e manifestazioni:
Santa Lucia delle Quaglie (1 Maggio)
Rappresentazioni Classiche (Maggio - Giugno)
Ortigia Festival (Luglio - Agosto)
Festa del mare (Agosto)
Santa Lucia (13 e 20 Dicembre)
Fiera di Siracusa (Dicembre)
Le catacombe sono la testimonianza di quanto significativa e ricca fu l'epoca romana. La città fu una vera e propria testa di ponte del cristianesimo per gli intensi rapporti commerciali che Siracusa antica ebbe con la Siria e la Palestina, oltre che alla presenza carismatica di San Paolo, al cui periodo di permanenza a Siracusa è dedicata la chiesa paleocristiana accanto all’Appolonion.
Chiuse al pubblico quelle di Santa Lucia e di Vigna Cassia; le uniche visitabili, quelle di San Giovanni, sono particolarmente suggestive ed interessanti per le gallerie e i loculi che le contraddistinguono. Una galleria chiamata decumanus maximus costituisce l'arteria principale dalla quale si diramano le altre minori.
Dalle gallerie si accede a spazi più grandi a forma quadrata e circolare. All'interno della catacomba è stato ritrovato un sarcofago romano del VI secolo d.C di straordinaria bellezza, che da poco ha trovato collocazione al museo archeologico "Orsi".
Il Santuario della Madonna delle lacrime, a Siracusa, è stato inaugurato nel 1994 da Papa Giovanni Paolo II, il Santuario fu edificato a seguito del miracoloso evento che vide nel 1953 un quadro raffigurante la Madonna versare lacrime umane.
L'edificio, visibile anche da zone periferiche della città, ha la forma di un cono rovesciato ed è alto circa 75 metri.
L'interno, la cui capienza massima è di 11.000 fedeli, contiene, oltre all'altare maggiore, anche otto cappelle sistemate lungo le navate laterali.
La Fonte Aretusa è uno specchio d’acqua nell’isola di Ortigia, nella parte più antica della città siciliana, luogo di incontro tra mito e storia, uno dei più bei monumenti di Siracusa. Posta sulla costa di ponente, fra le antiche cinte murarie trasformate in passeggio è l'incredibile panorama del porto grande, la Fonte Aretusa è una grande vasca rotonda di acqua dolce, circondata da magnolie, ninfee profumate e ciuffi di papiri fra cui si aggirano cigni e anatre. Un luogo bello e romantico, che alla luce delle leggende diventa magico. Narrano Virgilio, Ovidio che qui si rifugiò la ninfa Aretusa trasformata in sorgente da Diana per sfuggire la passione di Alfeo. E che questi, a sua volta diventato fiume sotteraneo per volere di Giove, la raggiunse dalla Grecia fondendosi con lei nella fonte che porta il suo nome. Al largo, altri due innamorati divenuti fiumi per l'ira di Plutone, Ciane e Anapo, si uniscono e creano correnti che rendono rigogliosi i papiri, base dell'antica economia siracusana.
Fuori dal mito, e passando alla geologia, la fonte deriva dalla falda freatica Iblea e fu determinante per il primo insediamento dei coloni corinzi.
Ma l'idea che fosse dimora degli Dei piaceva persino a Orazio Nelson, che nel 1798 - alla vigilia della battaglia navale di Aboukir, o battaglia del Nilo, contro Napoleone - scrisse di suo pugnò:" Abbiamo fatto rifornimento, e avendo attinto acqua alla fonte Aretusa la vittoria non potrà mancare".
L'isola di Ortigia, collegata al resto della città per mezzo di un ponte, è il luogo dove fu fondata Siracusa nel 734 a. C. Luogo magico, caratterizzato da vicoli ombreggiati, piazze sublimi baciate dal sole, viste panoramiche sul mare. Da scoprire camminando.
A Ortigia si accede attraversando il Ponte Nuovo. La prima gemma si trova in Piazza Pancali. Sono i resti del tempio di Apollo, tempio dorico del VII secolo a.C, il più antico della Sicilia. Successivamente fu trasformato in chiesa bizantina, moschea, basilica normanna. Gli spagnoli ci costruirono una caserma e fu solo nel 1940 che venne riportato interamente alla luce grazie agli scavi dell'archeologo Paolo Orsi.
Dal tempio di Apollo, risalendo per Corso Matteotti o per una delle suggestive stradine parallele (via Cavour, via Dione), si raggiungono le due piazze principali di Ortigia, situate al centro dell'isola: Piazza Archimede con la fontana di Artemide e Piazza del Duomo, una delle più belle piazze d'Italia. E' piacevole soffermarsi sugli scalini della chiesa o ai tavolini del caffé all'aperto. I vicoli introno alla piazza celano tante sorprese e un'atmosfera d'altri tempi, oltre a pasticcerie, trattorie e qualche negozietto. Poco lontano da Piazza del Duomo, in fondo a via Roma c'è Palazzo Bellomo sede della pinacoteca. Dal Duomo si scende in un attimo verso il mare e la fonte Aretusa. Secondo la leggenda la ninfa Aretusa fu trasformata da Diana in sorgente per sfuggire all'amore di Alfeo. Il Passeggio Aretusa costeggia l'isola di Ortigia ed è piacevole per passeggiare, guardare le acque tranquille del golfo, soffermarsi sulle panchine al sole o nei caffé all'aperto. In fondo al lungomare all'estrema punta sud di Ortigia c'è il Castello Maniace, di epoca normanna. Dall'altra parte del Castello il lungomare prosegue sul lato nord, spettacolare ed esposto ai venti e al mare aperto.
A Ortigia è anche bello vagare senza una meta precisa, per piazzette e vicoli che improvvisamente rivelano chiese antiche schiacciate tra le abitazioni, panni stesi che svetolano al sole, palazzi sontuosi e decadenti, aperture panoramiche sul mare e botteghe d'altri tempi. Via della Maestranza, via Capodieci, via Resalibera, via delle Sirene sono alcuni di questi vicoli dove la vita scorre lenta e tranquilla.