martedì 15 dicembre 2009

Lo sfilato siciliano



Lo sfilato siciliano nacque alla fine del 14° secolo nella Sicilia orientale dai ricami su rete diffusi in tutta Italia, riscosse molto successo presso i Signori in Italia.
Tali manifatture erano molto apprezzate anche dal Clero che le impiega tutt'ora per ornamenti sacri nelle chiese.
Col passare degli anni lo sfilato entrò a far parte del pregiato corredo delle fanciulle siciliane più nobili, impreziosendo i capi e la biancheria che venivano in seguito tramandati di generazione in generazione. Si diffuse soprattutto sotto il dominio arabo (specialmente a Ragusa dove vi era una colonia araba; i primi ricami erano eseguiti in stile moresco nei colori azzurro e bianco).
Solo nel dopoguerra del 1915-1918 nacquero le prime scuole di ricamo.
Lo sfilato rappresenta una tecnica di passaggio alla trina e si lavora al telaio.
Si distinguono, per il diverso modo di lavorazione lo sfilato siciliano '400 (praticato nella zona di Comiso) , '500, '700 (tipico della zona di Ragusa) e il '500 Vittoria (oggi praticamente scomparso).
Esistono diverse fasi: il disegno, la sfilatura, il ricamo.
Tradizionalmente ogni fase di lavorazione veniva eseguita da persone diverse, ognuna esperta in quella tecnica. Per prima cosa si sfila, sia nel senso dell'ordito che in quello della trama la tela, ottenendo così una "rete". Si riuniscono poi a cordoncino i fili rimasti in modo da formare un reticolato sul quale si forma il disegno, ricamando con il punto tela (lo sfilato '400) ed il punto rammendo (lo sfilato '700).
Nello sfilato siciliano '500 il disegno viene riportato sulla tela e si "sfila" il tessuto intorno.
Il lavoro è molto difficile da realizzare, richiede molta abilità, una vista ottima, molta precisione e tanta tanta pazienza.
Eseguito solamente su tessuti molto pregiati come il puro lino a trama regolare e con fili molto pregiati.
I disegni rappresentati sono davvero tanti: figure geometriche, floreali, allegoriche e servono per decorare la biancheria per la casa, le tovaglie e i paramenti sacri.

6 commenti:

  1. Grazie per i complimenti Gian Luca, che ricambio.
    Accetto volentieri lo scambio link.
    A presto!
    Alessandra - http://voltapagina.blogspot.com

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  2. Perbacco GianLuca,i miei più sinceri complimenti
    Allora non solo in Veneto - credo che per ricamare usino il tombolo - il ricamo è famoso, ma anche quello siciliano è molto apprezzato.

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  3. Bellissima e preziosa tecnica, purtroppo si sta perdendo nel tempo.
    Nel mio corredo ho qualche lavoro di sfilato siciliano e lo custodisco gelosamente sia per il suo valore e sia perche' sono manifatture antiche.
    Complimenti per la descrizione dettagliata!!!
    Ciao

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  4. E' una vera e propria arte, realizzata con abilità, pazienza e passione. Le ricamatrici di un tempo stavano intere giornate curve sul loro telaio a cucire minuziosamente su quei disegni che sembravano infiniti. Io ricordo due anziane sorelle del mio paese che lo facevano, e credo che purtroppo siano state le ultime.

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  5. in realtà il 500' vittoria non è scomparso...io sono originaria di quella zona e posso dirti che questa tecnica non è stata perduta...forse intendevi raro per le poche ricamatrici che riescono a farlo...

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  6. Bèh, si...non conosco tutte le ricamatrici della sicilia, sicuramente non è il mestiere più in voga del momento, ma se ce ne sono ancora non può essere che una ricchezza per la nostra terra. E noi giovani anche se non pratichiamo quest'arte dovremmo almeno cercare di valorizzarla e non considerarla "roba da vecchi", come spesso accade.

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