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sabato 12 dicembre 2009

Enna, il belvedere della Sicilia


Enna sorge nella parta centrale della Sicilia, nel gruppo dei monti Erei, ed è il più alto capoluogo di provincia d’Italia.
Il nome attuale le fu imposto nel 1927, precedentemente si chiamava Castrogiovanni, quando divenne la sede dell’amministrazione provinciale e si volle ripristinare l’antico nome risalente alla colonizzazione greca della Sicilia.
La città, situata su un’altura che domina le valli del Dittaino e del Salso, appare come un groviglio di vie che si sviluppano per la maggior parte all’interno dei limiti medievali, in una giustapposizione caotica di vecchio e nuovo.
Enna è tra i capoluoghi di provincia meno popolosi, l’incremento naturale della popolazione non è bastato a colmare i vuoti lasciati dalle forti correnti dell’emigrazione.
Si sviluppò da un insediamento preistorico già in epoca precedente la colonizzazione ellenica della Sicilia: di questa antichissima origine sono testimonianza le caverne scavate nella montagna, abitate sino ad anni recenti.
In epoca romana costituì un importante centro religioso il tempio di Demetra, storicamente documentato (ne parla Cicerone nelle Verrine), ma non ancora individuato con certezza.

Il volto della città, come ancora oggi sostanzialmente si presenta, si definì tuttavia in epoca medievale, quando essa ebbe notevole importanza per la sua posizione strategica. Si delineò allora, tra la Torre di Federico e il Castello di Lombardia, lo spazio urbano a forma di ferro di cavallo che Enna mantiene. Il castello sorse in epoca sveva e subì sensibili alterazioni in epoca aragonese, sotto Federico II che vi dimorò; la Torre di Federico II (sec. XIII), che sorge su una collina sul versante opposto, ha una semplice pianta ottagonale ribadita intorno dai ruderi di una cinta difensiva.
Ai piedi del castello, con una conformazione fortemente legata alla caratteristica montana del territorio, si espande l’area urbana il cui centro è costituito dall’asse che collega le odierne piazze Vittorio Emanuele, VI dicembre, Colajanni, Mazzini e Lombardia; lungo tale asse si trovano edifici che corrispondono ai successivi momenti salienti della storia della città: dal trecentesco Convento Francescano (ora Biblioteca comunale) al Duomo (piazza Mazzini), anch’esso trecentesco di fondazione ma ricostruito, in seguito ad un incendio, tra i sec. XV e XVI; dal quattrocentesco Palazzo Pollicarini, con arcate e cornici gotico-catalane, alla settecentesca chiesa di Santa Chiara.
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