lunedì 18 giugno 2012

Lo Street Food di Palermo: una tradizione da preservare

Street food
Molti amanti del cibo, specialmente stranieri, pensano che il cibo da strada sia un'esclusiva delle città asiatiche e delle loro bancarelle affollate di venditori ambulanti che vendono davvero ogni tipo di cibo e cucinato nelle più svariate versioni.
Il cibo da strada in Europa non ha una vera e propria “cultura”, e si limita in realtà ai “Churros” spagnoli, agli “Hot Dog” anglo-americani, ai “Krauti” tedeschi. Fatta eccezione per la Sicilia e in particolare Palermo.


Non è infatti raro (tutt'altro) trovare nei vicoli, nelle stradine, ma anche al centro delle piazze, venditori ambulanti o bancarelle che vendono ogni tipo di ghiottoneria, facente parte della più autentica tradizione siciliana e talvolta con ricette impossibili da copiare e riproporre in ambienti diversi con gli stessi (eccellenti) esiti.

Ed è importante imparare ad allontanarsi dai cliché che ritengono lo street food un “cibo spazzatura”, poiché non v'è accostamento più sbagliato.
Il cibo da strada di Palermo ha radici antiche e risente delle contaminazioni e delle influenze arabe, africane, un vero e proprio meltin pot di tradizioni culinarie che danno vita ad un concerto di sapori e di odori assolutamente unico.

Stigghiole


Il multiculturalismo di una città che già nel XI secolo consentiva ai musulmani di professare liberamente la propria religione si riflette anche nella gastronomia, e non tanto nelle raffinate rivisitazioni proposte da ristoranti chic, ma proprio nelle bancarelle e negli angoli delle strade.
Sulla scorta di questo, è proprio l'enogastronomia a rappresentare oggi uno slancio fondamentale nella macchina turistica siciliana e palermitana, con veri e propri itinerari dei sapori e pacchetti vacanze studiati ad hoc per i turisti che cercano viaggi all'insegna del gusto.

Ed è così che chi arriva in Sicilia potrà gustare, tra una chiesa barocca e un teatro liberty, i fantastici “Babbaluci”, le lumache preparate con olio extravergine d'oliva, aglio, pepe, finocchio selvatico e talvolta anche pomodoro. Superata l'impressione iniziale, assaggiato il primo... non si riesce più a smettere!
E che dire delle panelle e delle crocchè? E ancora le “Pollanche”, ovvero le pannocchie, un “must” lungo la spiaggia di Mondello, dove non è strano (lo sarebbe in ogni altra parte del mondo) sentirti proporre una pannocchia a un'euro per sgranocchiare dell'ottimo granturco mentre prendi la tintarella!
La sfilza di specialità dello street food sarebbe davvero infinita, ma per soddisfare la curiosità di qualcuno, ci limiteremo ad una top five con relativa “traduzione”:
5) Pipittuni: si tratta dei cedri, limoni giganti tagliati a fette o a pezzi e conditi con il sale;
4) Sfincione: una sorta di “pizza” morbida e spessa condita con pomodoro, cipolla e cacio cavallo;
3) Pane con Milza: focaccia condita con pezzi di milza e polmone e formaggio o limone;
2) Arancine: supplì di riso con ragù di carne o prosciutto e burro. P.s.: a Palermo non chiamateli arancini!
And the winner is...
1) Stigghiole: budello di capretto alla brace... l'odore è assolutamente inebriante, così come il sapore!

Assaggiate queste prelibatezze, vi chiederete se val più la pena di cercare in giro ristoranti...


Autore del post: Francesco di Agriturismo Sicilia  (collaboratore di Visitare la Sicilia)

2 commenti:

  1. Ciao,
    Hai pienamente ragione la street food Palermitana è diventata un punto di forza della nostra regione. A tal proposito ti segnalo un'idea nata da poco sul web, dove tanti addetti ai lavori in questo caso ristoratori e molti altri ancora si sono consorziati su scontoclik.it ed offrono cucina tipica a buon mercato!
    Ciao

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  2. Ottimo articolo, sarebbe interessante per i visitatori poter ascoltare le tracce audio o vedere dei video della vera Palermo. Magari coinvolgendo i palermitani per la ricerca dei contenuti.

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