Si chiamò a lungo Terranova, il nome con il quale la costruì Federico II (1230). Solo nel 1928 prese il nome antico della colonia greca fondata ne 689 a.C., distrutta dai Cartaginesi (405), risorta con Timoleonte (338) e ancora distrutta dai mamertini (282 a.C.).
Di notevole interesse artistico è la Chiesa Madre, ricostruita nel 1766 sui ruderi della preesistente chiesa della Madonna della Platea. Di non minore interesse sono le chiese di S. Francesco d'Assisi, del XVII° secolo, S. Giuseppe, del XV° secolo, e la Chiesa della Madonna delle Grazie o dei Cappuccini, del XVI secolo.
Numerosi reperti provenienti dal territorio di Gela sono presenti nel Museo Archeologico regionale.

Dal piazzale a lato del museo si domina l'area degli scavi che hanno messo in luce un tratto del quartiere Timoleonteo (IV sec. a.C.). Sono collegati con gli scavi dei templi nel Parco della Rimembranza, sul lato S della collina dell'Acropoli, dove si vedono le fondazioni del Tempio dorico di Athena (VI sec a.C.) e i resti di un altro tempio dorico (V sec. a.C.) di cui rimane una colonna.
A 8 km verso Siracusa, il lago Biviere. A 17 km il lago del Disueri, bacino artificiale di irrigazione; sulle pareti rocciosi delle alture circostanti, le tombe a forno di una delle più grandi necropoli preistoriche sicule; più a Nord, sul Monte Bubonia a m 450, è stato identificato un centro indigeno ellenizzato. A 21 km verso nord si trova Butera, piccoresco paese su una cresta rocciosa a dominio della piana di Gela.
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